Sedersi a tavola è molto più che mangiare: è sentirsi accolti, riconosciuti, parte di qualcosa.
È da questo significato profondo che nasce l’iniziativa di Capodanno promossa dall’Associazione San Tommaso in Ponte, che per il sesto anno consecutivo ha scelto di trasformare il tradizionale Cenone di Capodanno in un’azione concreta di prossimità e inclusione sociale.
Una iniziativa che ha raggiunto Progetto Homeless e Housing First, servizi della nostra cooperativa che danno accoglienza notturna (il primo) e residenziale (il secondo) a persone esposte a condizioni di fragilità.
Il Cenone di Capodanno offerto dall’Associazione San Tommaso in Ponte anche grazie alle donazioni dei cittadini, è stato preparato dall’Osteria Anita di Federico Benacquista e servito da 25 volontari a oltre 140 persone (30 nuclei familiari includenti bambini/e del Progetto Housing First, 40 persone adulte accolte da Progetto Homeless).
Il “cenone” non è solo un pasto: è un momento rituale che chiude un ciclo e ne apre un altro. Così anche il valore di questa iniziativa, che ha voluto accompagnare tante persone nel passaggio simbolico verso il nuovo anno dando significato al principio del “non lasciare indietro nessuno” e restituendo una atmosfera di normalità e senso di appartenenza attraverso un gesto semplice ma profondamente umano come quello di sedersi a tavola.
Fondamentale è stato il contributo dei 25 volontari che hanno reso possibile la serata, in particolare di coloro che hanno svolto il ruolo di veri e propri rider solidali, consegnando i pasti nelle abitazioni. Non solo un servizio logistico, ma una presenza attenta e discreta, capace di portare con sé anche un augurio, uno scambio, un momento di relazione.
Ancora una volta cogliamo il senso di come, esperienze come questa che mettono insieme associazioni, servizi e volontari, siano un elemento imprescindibile per costruire risposte di umanità ed efficacia a situazioni di fragilità sociale.
Cooperativa Sociale Il Simbolo

